Tappa

Da: Castelforte (LT)
A: Ausonia (FR)
Lunghezza (km): 17
Altimetria min/max: 168/380
Tipo di sentiero: Strada asfaltata
Possibilità di ricovero al coperto:
Segnaletica:
Acqua potabile:
Accessibilità a portatori di handicap:
Accessibilità in bicicletta:
Presenza di mezzi pubblici:
Accessibilità con automobile:
Autore: Castelforte 1
Traccia GPS:
Descrizione
Luoghi di particolare interesse in questa tappa, oltre al Santuario della Madonna del Piano, sono due: dirigendosi verso Coreno Ausonio si trova lungo la strada una grande cavità di poche centinaia di metri di diametro, detta “Catafossa”. Leggenda vuole che i contadini decisero di battere il grano durante la festività di S. Anna, sprezzanti del dovere di renderle omaggio col riposo quanto di doverle tradizionalmente offrire il raccolto. Durante l’operazione il terreno sotto i loro piedi sprofondò. Altra teoria piuttosto accreditata ci rivela che questo cratere sia stato scavato dalla caduta di un meteorite. Uno studio rivela che alcune migliaia di anni avanti Cristo ci fu una scia di meteoriti che caddero sugli Aurunci e su monte Cairo, dove troviamo lo stesso tipo di cratere. Continuando lungo la strada si trova il frantoio di pietre per la produzione di polvere da cemento, il quale ha prodotto un notevole impatto ambientale per via della polvere che disperde tutt’intorno. Nonostante il danno ambientale quindi, si può assistere al fascino di una larga zona in cui la vegetazione e ogni palmo di terra sembra ricoperto da una spolverata di neve o di formaggio, dipende dai gusti. Procedendo lungo la sinistra troviamo il bacino marmifero di cave utilizzate o ormai dismesse, per l’estrazione del “perlato royal”, il “marmo di Coreno”. Anche qui assistiamo ad uno spettacolo di natura deturpata per i monti sventrati. Ausonia, antica “porta” di collegamento a confine tra il ducato di Gaeta e i possedimenti dell’Abbazia di Monte Cassino, ospita il Santuario risale al XV secolo, eretto su una preesistente struttura del XII secolo, rifatto e restaurato nel 1954, dopo le devastazioni subite nel secondo conflitto mondiale. La sua costruzione è collegata alla miracolosa apparizione della Madonna alla pastorella Remingarda, alla quale la Madonna stessa indicò il luogo dove erigere una chiesa a lei dedicata: era il 23 aprile 1100. La facciata è preceduta da un grande portico gotico a 4 arcate che sostengono un loggiato architravato e incorniciano tre portali barocchi, uno dei quali, quello mediano, arricchito da una porta in legno traforata e intagliata finemente. L'interno a 3 navate divise da pilastri è stato rifatto nel '600 con rivestimenti di stucchi e marmi barocchi. All'inizio della navata centrale, sulla sinistra, il sarcofago di Elisio Calenzio (1430-1501) poeta umanista nato ad Ausonia e vissuto a Napoli alla corte di Ferrante d'Aragona. Sulla destra, un'ara romana adibita ad acquasantiera. Sull'altare centrale parti di un trittico di Giovanni Filippo Criscuolo firmato e datato 1531, raffigurante storie della santa, con inserito al centro il gruppo ligneo della Madonna col Bambino. In sagrestia una lunetta con il Transito di Maria, sempre del Criscuolo, un pavimento di maioliche di Capodimonte del 1745 e un lavabo seicentesco. Prima del presbiterio, due brevi e strette scale portano alla cripta. Appena si scendono gli stretti scalini che portano alla cripta a 3 absidi, resto della chiesa primitiva, recentemente restaurata, si è attratti da un racconto visivo di grande suggestione. Tutte le pareti e la volta a botte sono interamente ricoperte da affreschi in stile bizantino in parte deperiti che raccontano con tratti a volte più ingenui, a volte più raffinati, storie della Madonna, di Cristo, di Santi, di fatti biblici ed evangelici e del miracolo di Remingarda, la giovane pastorella deforme guarita da Maria. Una vera e propria summa storica e religiosa sulle origini e le finalità del santuario. Una storia da leggere ad occhi aperti, una visione da trattenere, a lungo, nella mente e nel cuore.

Allegati

Traccia originale

Foto

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