Comunicato sul decreto sicurezza

L’AGESCI Lazio, che conta oggi più di 15000 soci, impegnata nella formazione e nell’educazione delle nuove generazioni, ha negli anni collaborato, stretto sinergie e firmato protocolli di intesa con importanti realtà del mondo del sociale impegnate sul tema dell’accoglienza e dell’integrazione. Una collaborazione che ha arricchito la nostra missione educativa e sempre volta al primario obiettivo di costruire un mondo migliore.logoagesci100

Non possiamo quindi non leggere oggi come il “decreto sicurezza” presenti dei pericolosi elementi di contrazione dei diritti, rischiando di non garantire a tutti pienamente il principio evidenziato, ma anzi creando delle potenziali situazioni di ingovernabilità dei fenomeni e dei flussi in essere. La sicurezza si costruisce quotidianamente anche con un lavoro di tipo culturale, facendo della solidarietà e dell’accoglienza gli strumenti per garantire tale diritto.

Condividiamo le parole del Cardinale Bagnasco, Presidente della Conferenza episcopale europea, il quale mette al centro la necessità che “le persone che hanno un bisogno vero, serio e onesto possano trovare un aiuto perché fuggono da situazioni disperate”, così come l’appello di Mons. Forte, Presidente della conferenza episcopale abruzzese–molisana il quale ribadisce che “c’è un primato della coscienza che esige la solidarietà verso i più deboli e se si dimentica questo, ogni barbarie diventa possibile”.

Non spetta a noi, in quanto associazione educativa, valutare la costituzionalità di una legge dello Stato, ma sentiamo necessario, alla luce anche di quanto contenuto nel nostro Patto Associativo, il bisogno di ribadire in maniera forte l’importanza di essere tutti costruttori di una società in cui la solidarietà e l’accoglienza siano centrali perché, come riportato da Mons. Zuppi Arcivescovo di Bologna, “dobbiamo sottrarci alla regola dello scontro e dell’aggressività perché l’Italia ha una grande riserva di umanità”.

Come Agesci Lazio ci sentiamo quindi impegnati affinché la parola accoglienza non sia una parola vuota, ma si concretizzi sempre di più come “la sfida più forte con cui la nostra società è chiamata a confrontarsi” per essere responsabilmente parte di una società più equa e giusta.

il Comitato Regionale Agesci Lazio

 

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