
Ho visto libri di preghiera per ragazzi pieni di lunghe suppliche erudite. Io preferirei una preghiera più familiare, come "Signore, fa' che ci sia ancora del dolce per me quando avranno finito il giro!", piuttosto che sentire un ragazzo recitare a memoria invocazioni che non significano nulla per lui. Le sue preghiere vengono dal cuore, non dalla memoria. Le principali caratteristiche che secondo me una preghiera dovrebbe avere sono: che sia corta, espressa nei termini più semplici, e basata su una delle seguenti idee: ringraziar Iddio per le benedizioni o le gioie ricevute chiedere protezione morale, forza o consiglio, impegnandosi chi chiede a contraccambiare Dio in qualche modo (Baden Powell - Il libro dei Capi - Sussidi nello scoutismo).
Da alcuni anni nella nostra regione si sente il bisogno di fare il punto su uno dei cardini del nostro essere capi: l'educare alla fede. La trasmissione della fede alle nuove generazioni la interpretiamo, come Associazione, come un compito essenziale nell'educazione della persona integrale delineato da BP: essere buoni cristiani e buoni cittadini.
Cosa siamo chiamati a fare? Come? Gli strumenti metodologici che abbiamo sono in grado di aiutarci in questa impresa? Per cercare di rispondere a queste domande abbiamo organizzato un convegno metodologico per i capi della nostra regione: "Educare alla fede? ...pregare per credere!".
Le iscrizioni scadono il 27 febbraio e la scheda è disponibile qui.









