Gli Incaricati Regionali del Settore Protezione Civile sono:

Lavinia Sabatini  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Stefano Fanì  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Gli Incaricati di Zona del Settore Protezione Civile sono:

Alessandro Meschino - Auriga

Alessio Colombo - Castelli

Lavinia Sabatini - Centro Urbis (temporaneamente)

Antonio Coccia - Cassiopea

Michelangelo Rapisardi - La Fenice

Marzio Fabbri - Ostiense

Stefano Fanì - Pleiadi (temporaneamente)

Abele Tomassi - Riviera di Ulisse

Gianluca Fontana - SVA

 

 

 

Cotral Spa ha recentemente attivato sul sito una sezione dedicata per segnalare la presenza di gruppi scout a bordo, una segnalazione finalizzata ad organizzare ed offrire un servizio migliore. 

Il testo del comunicato:

Cotral: come comunicare la presenza di gruppi scout a bordo

La nostra società, Cotral Spa, è un’azienda di trasporto pubblico: non affittiamo bus, non facciamo corse dedicate e non prenotiamo posti a sedere. Tuttavia, se organizzi un’uscita con il tuo Gruppo scout usufruendo del servizio Cotral, siamo lieti di fornirti assistenza.
Abbiamo attivato una sezione dedicata per comunicare la presenza di gruppi scout a bordo, una comunicazione finalizzata ad organizzare ed offrire un servizio migliore.
Per comunicare la presenza di gruppi scout è necessario inoltrare un preavviso di almeno 7 giorni lavorativi, avendo cura di indicare: i giorni e gli orari esatti delle corse, la fermata di salita e discesa, l’eventuale presenza di zaini voluminosi o di eventuali passeggeri con disabilità motorie. È importante indicare anche un numero di cellulare di uno dei Capi scout presenti durante il viaggio. Questo il link dove inoltrare la comunicazione: http://www.cotralspa.it/richiesta-informazioni/

Per ulteriori informazioni o richieste specifiche è possibile contattarci a questi recapiti: http://www.cotralspa.it/contatti/

 

 

Il Bilancio di missione rappresenta lo strumento con cui l’AGESCI del Lazio rende conto dei risultati raggiunti in rapporto ai propri obiettivi. Una fotografia di quanto portato avanti, del lavoro di ogni singola realtà e del rapporto con i soggetti terzi. Un documento che ci consegna una bella immagine dello scautismo laziale spingendoci ad affrontare con ancora maggiore entusiasmo il nuovo anno. Buona lettura!

L’Assemblea dei capi del Lazio si è riunita ieri, 20 novembre, presso il Roma Scout Center.

Grazie alla presenza di 138 capi, di cui 90 rappresentanti i 172 gruppi della regione, l’Assemblea è stata costituita e si sono svolti regolarmente tutti i lavori.

In attesa di condividere il verbale, vogliamo condividere alcuni dei punti salienti.

È stato firmato il protocollo d'intesa tra AGESCI Lazio e la Caritas Diocesana di Roma.

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Rispetto ai ruoli vacanti, sono stati eletti

Chiara Francia e Salvatore Tripodi come Incaricati al Coordinamento Metodologico
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Alessandro Augello come Incaricato alla Branca R/S

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Nessuno tra i due candidati alla Formazione Capi (Stefano De Paolis e Dino Nencetti) ha raggiunto il numero di voti espressi validi per risultare eletto (4 votazioni). Il ruolo resta vacante.

Numerose le mozioni presentate e votate. Tra quelle approvate, di sicura importanza per la vita regionale per capi e ragazzi sono quelle dedicate al bilancio consuntivo e preventivo e al programma (così come presentato nella bozza).

Inoltre tra le novità approvate, di cui diamo anticipazione, e che rimandiamo alla lettura del verbale per tutti gli approfondimenti del caso, troviamo:

  • L’introduzione della definizione dei requisiti e competenze nei profilo/curricula dei candidati, con il fine di individuare sin da subito quelli che sono le peculiarità del capo nel ricoprire lo specifico ruolo. (mozione n. 12)
  • La convocazione di una assemblea straordinaria qualora quella ordinaria non dovesse essere dichiarata valida per mancanza di quorum di costituzione (mozione n.8)
  • Una modalità più fruibile del verbale dell’Assemblea regionale, da condividere con tutti i capi tramite la pubblicazione sul sito regionale e l’invio tramite email (mozione n. 10)
  • Modifica al Regolamento dell’Assemblea regionale nell’articolato dedicato alle modalità di elezione degli incarichi (mozione 13bis)
  • L’inserimento di un nuovo comma per l’articolo 13 (art 13.9) relativo alle modalità di revoca del mandato, per uniformità con regolamenti dei livelli associativi superiori (mozione n. 14).
  • Al Comitato regionale è demandato il compito di armonizzare il Regolamento dell’Assemblea regionale alla luce delle modifiche approvate.

Ringraziamo tutti i capi presenti in Assemblea, per lo spirito di servizio e per la partecipazione associativa.

 

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Kit di benvenuto per i nuovi iscritti lupetti e coccinelle.

È disponibile il KIT DI BENVENUTO L/C. Vai alla notizia e scopri tutti i dettagli.

In tutti gli Scout Shop, i nuovi iscritti della branca L/C potranno  approfittare del Kit di benvenuto ed acquistare lo Zaino Bagheera (€ 78,00) nato dalla cooperazione di Scout Tech con Ferrino  e il saccoletto Tha Junior (€ 38,50) realizzato dalla Camp a soli €99,90,risparmiando ben €37,10. Inoltre c'è un prezioso omaggio, la camicia dell'uniforme nelle taglie junior (€20,50).

L'OFFERTA SCADE IL 31 GENNAIO 2017

Approfitta di questa imperdibile occasione e ricorda che, negli Scout Shop non trovi solo l'uniforme ma personale qualificato che saprà consigliati il giusto equipaggiamento da utilizzare nelle attività, ad un prezzo concorrenziale.

Documenti |

02 Settembre 2016

In questo articolo troverte tutti i documenti dell'associazione che possono essere utili al vostro servizio.

Cercheremo di aggiornarli con la maggiore frequenza possibile.

Paola e Alberto
incaricati alla branca lupetti e coccinella AGESCI Lazio

Come “Sette Punti Neri” può aiutare a dare risposte alle esigenze educative evidenziate nei bambini di oggi.

Quanto è difficile essere bambini oggi? Cosa viene chiesto loro?

Essere maturi, riuscire laddove i genitori hanno fallito, non deludere le attese, essere la “gioia” di mamma e papà, capire gli adulti e le loro esigenze, comportarsi da ”grandi” in un corpo e in una mente di bambini. E’ davvero difficile crescere con la responsabilità di “non avere responsabilità”, di non creare difficoltà agli adulti, di essere sempre rintracciabili per tranquillizzarli e felici per non farli sentire insicuri nel proprio ruolo di genitori, nell’essere sempre i migliori nelle cose che “per loro” sono importanti….

Può questo far nascere insicurezza e disagio? Certamente si, e quante delle forme di disagio che interessano i bambini dagli 8 ai 12 anni sono riconducibili al senso di inadeguatezza che affiora in ognuno di noi (piccolo o grande che sia) nel vivere in una realtà che porta continuamente a confrontarsi con un modello in cui non ci si riconosce, completamente avulso dalla realtà e dalla quotidianità… in un mondo artefatto in cui tutto è perfetto, uniforme, omologato, senza differenze. Un mondo che non chiama ad essere attori protagonisti delle propria vita, ma semplici spettatori di essa.

D’altro canto il Bosco è luogo in cui ognuno è chiamato in prima persona a vivere la propria avventura, a prendersi il suo tempo per entrare in relazione con la natura e con i suoi abitanti, ad esprimere le sue emozioni e la sua personale sensibilità.

A ciascuno è chiesto in misura di ciò che gli è stato assegnato di dare!..

Con questa frase l’Aquila accoglie le otto coccinelle salite sulla montagna dopo aver compiuto un lungo viaggio, spinte dalla curiosità di ripercorrere anch’esse i sentieri del prato, del bosco e della montagna, e rivivere gli avventurosi incontri di Cocci, che molto tempo prima era partita alla ricerca dei sette punti neri persi dal suo trisavolo durante il diluvio universale.

Queste parole racchiudono molto bene alcune delle chiavi di lettura del racconto Bosco: come il mettersi in viaggio sia la risposta ad una chiamata e la valorizzazione della diversità come ricchezza.

“A ciascuno è chiesto”, ognuno di noi è chiamato, ma “nella misura di ciò che gli è stato assegnato di dare”, nulla di più di questo. Vuol dire che il mio impegno è mio, personale e dono dell’amore di Dio per me. In questa frase c’è anche la responsabilità di fare del proprio meglio per compiere la propria missione, che è diversa da quella di ogni altra persona, perché ognuno è chiamato per nome a fare il bene nella propria vita, a vivere il dono di colui che ci ama e ci chiama ad essere per e con lui.

Il sentiero della coccinella è un cammino alla ricerca della gioia che si scopre, si possiede e si dona attraverso il sentiero del prato, del bosco e della montagna; la gioia diventa così l’immagine dell’Amore ricevuto da Dio e che, nel momento in cui si impara a essere responsabili e fedeli al proprio impegno, diventa dono per i fratelli.

L’Ambiente Fantastico Bosco aiuta quindi i bambini a crescere lungo un sentiero che conduce al vero senso della nostra esistenza: il progetto che Dio ha su di noi.

Cocci durante la permanenza nel formicaio fa uno strano sogno: una voce la chiama e la invita a raggiungerla in un volo che nella realtà sembra assolutamente impossibile compiere per una cocci del prato. La voce del sogno la chiama e lei risponde: Eccomi!.

Ecco, questa semplice parola è la risposta a quella chiamata. E’ Dio che chiama e che mi precede. Eccomi è la risposta della coccinella per dire si, ci sono, rappresenta l’adesione personale al cammino che porta all’amicizia, all’alleanza con Dio e alla solidarietà verso i fratelli.

A ciascuno è chiesto in misura di ciò che gli è stato assegnato di dare!

Cosa significa per un bambino il sentirsi chiamato per nome a qualcosa, comprendere che ognuno ha un proprio posto nel mondo…..in cui sarà felice! Certamente questo messaggio può dare sicurezza, equilibrio e serenità, può essere riferimento verso cui orientare la propria esistenza, laddove ogni altro riferimento manca. Può diventare occasione per scoprirsi autonomi e responsabili.

E’ rassicurante essere certi che siamo chiamati a fare qualcosa nella nostra vita e non siamo soli in questo viaggio, ma guidati dall’amore di Dio e accompag nati dai fratelli che il Signore sceglie per noi come compagni di viaggio. Gli incontri con i personaggi del racconto diventano in quest’ottica forte momento di relazione con l’altro, di scoperta, di condivisione.

Il testo base di Sette Punti Neri, correlato dei nuovi racconti integrativi, offre molti spunti di riflessione che l’occhio attento del capo può cogliere per rispondere alle problematiche evidenziate. Ciò chiaramente nella misura in cui il capo riesce, osservando i propri bambini, a proporre loro esperienze significative che, rilette ed interiorizzate alla luce del racconto Bosco, li aiutino a rivivere la propria esperienza di vita, diventando così preziosa e personale occasione educativa.

Sette Punti Neri è una raccolta di storie di viaggio; la prima è la storia di una ricerca personale, quella di Cocci, che nel percorrere il proprio sentiero attraverso l’incontro con i personaggi, si relaziona con altre realtà e scopre la comunità, la diversità, l’accoglienza, la solidarietà, l’amicizia, la disponibilità, la  responsabilità ed il prendersi carico degli altri, la gioia di donare agli altri doni ricevuti. La seconda è la storia del volo di una comunità: quella delle otto coccinelle, che vogliono anch’esse partire “per scoprire il mondo” e che proprio in questa nuova condizione di “comunità in cammino” scopriranno la difficoltà, ma anche la grande gioia che nasce nell’istaurare relazioni significative con gli altri.

Le otto scoprono l’importanza del confronto e della condivisione della quotidianità e delle difficoltà che si possono incontrare lungo il cammino e la presa di coscienza del non essere soli, di poter contare sull’aiuto e sul conforto del compagno di viaggio. Affrontano e superano il proprio egoismo, comprendono la rinuncia per il bene comune, scoprono la felicità nel ritrovarsi dopo un periodo di separazione e vivono la gioia del raggiungere insieme una meta. La terza è la storia di chi nel suo percorso di crescita è pronto e chiamato a vivere una nuova avventura, “portando la gioia dovunque il vento vorrà posarvi…” in un ambiente fino ad allora sconosciuto. E’ una storia per i bambini più grandi del cerchio, che certamente hanno bisogni ed esigenze diversi dalle altre coccinelle.

Nel vivere questo volo al mare, le due coccinelle del racconto, nell’incontro con i personaggi, sono chiamate a mettersi in gioco superando paure e difficoltà che nascono nell’affrontare un mondo sconosciuto, ma gioendo sempre per le nuove scoperte e per i traguardi raggiunti in termini di superamento delle proprie paure, delle difficoltà incontrate, nello scoprire che è nostra responsabilità insegnare agli altri ciò che abbiamo imparato e vissuto, i doni che abbiamo ricevuto. Diventare quindi “maestri di vita” per i più piccoli, senza dimenticare però che si continua ad apprendere sempre, anche da adulti.

L’analisi della realtà dei bambini, in continua evoluzione, e delle problematiche divenute emergenti negli ultimi anni, hanno portato alla scrittura di alcuni nuovi racconti integrativi (pubblicati nella nuova edizione di “Sette Punti Neri”, 2005 Ed. Nuova Fiordaliso).

Tali racconti, inseriti in diversi momenti del testo base, affrontano alcune tematiche considerate particolarmente allarmanti dal punto di vista educativo e vicine all’esperienza quotidiana dei bambini: l’omologazione, l’uniformarsi agli altri per sentirsi accolti e la conseguente non accettazione del “diverso”; la difficoltà di reagire agli ostacoli improvvisi e non voluti; il saper affrontare una sconfitta in maniera positiva; l’accettazione dell’ handicap da parte di chi lo vive e la valorizzazione delle qualità della persona indipendentemente dalla sua condizione fisica o mentale.

Essere accolti ed accettati per quello che si è, senza dover per forza assomigliare a qualcun’altro, senza per forza uniformarsi, ma per quello che siamo in realtà, per quello che c’è nel nostro cuore, è il messaggio de “I colori delle ali”. Questo racconto vuole rispondere proprio a quel bisogno che hanno i bambini (e non solo loro…) di essere in tutto simili agli altri: nell’abbigliamento e nel comportamento. Come se avessero paura di mostrarsi per come sono in realtà, con i loro difetti e i loro pregi, perché solo l’aspetto esteriore ti permette di essere accettato dagli altri e di superare ogni barriera. Il messaggio del racconto invece sottolinea la bellezza di non fermarsi all’apparenza, di poter scoprire un cuore ed una sensibilità diversa dalla mia, proprio perché “non importa quale sia il colore delle tue ali, importa quello che c’è nel tuo cuore”.

La competizione sfrenata, l’amore per la vittoria a tutti i costi e il non saper perdere sono i temi trattati ne “La Coppa dello stagno”.

I bambini vivono ogni giorno questa condizione che, come abbiamo visto precedentemente, viene inculcata loro anche dalle persone che frequentano quotidianamente, compresi i genitori. Riuscire dove il genitore ha fallito, spesso carica il bambino di una serie di responsabilità e di aspettative che lo portano a non vivere bene la competizione. Il gioco è una grande occasione educativa, un modo per mettersi alla prova per migliorarsi, vivere la gratuità, dimostrare lealtà e rispetto per coloro che giocano con me. Da questo punto di vista anche la sconfitta assume un valore molto importante, aiuta a comprendere come si può migliorare, ma anche ad accettare i propri limiti in maniera serena, perché “…vincere non è la cosa più importante”, la cosa veramente importante è fare sempre del proprio meglio.

L’handicap, affrontato e vissuto con nuova consapevolezza, è il tema del racconto “Ratha la farfalla”. Reagire con coraggio ai cambiamenti improvvisi ed agli ostacoli che la vita ci mette di fronte, valorizzando quello che siamo e non quello che abbiamo perduto è il messaggio di questa storia. Nella vita ognuno può trovarsi di fronte a situazioni difficili che possono far perdere i punti di riferimento e le certezze avute fino a quel momento. Certo, in queste occasioni sono fondamentali le persone che ci sono vicine, i famosi “compagni di viaggio”, che possono donarci conforto e sostegno, ma anche aiutarci a scoprire dentro di noi le qualità e le potenzialità fino a quel momento nascoste, per comprendere che la vita è un grande dono e ha sempre un senso, per questo “vivere forse non vuol dire solo volare”.

Per dare risposta alle mille paure che spesso involontariamente vengono trasmesse ai bambini (sconforto, depressione, insicurezza, inadeguatezza) è stato scritto il racconto “La corsa verso il mare”.

Un racconto che vuole dare una visione certa e sicura del senso ultimo della nostra vita e del nostro agire. Ognuno ha un suo posto nel mondo, ognuno è chiamato da Dio e ha un suo sentiero da percorrere, un sentiero che conduce alla vera gioia, sotto una guida ferma e sicura, che diventa impegno concreto nel fare la felicità degli altri, perché “ognuno di noi ha un suo posto, è lì che può essere felice”.

Per concludere, vogliamo ancora sottolineare la valenza educativa, nell’utilizzo dell’Ambiente Fantastico Bosco, del proporre il racconto dopo l’esperienza vissuta, perché aiuta il bambino a rileggerla in maniera personale e a farne proprio il messaggio del racconto; il tutto insieme alla bellezza del sentire raccontare, che stimola la fantasia e la creatività, dal momento che ognuno è libero di immaginare ciò che gli è più congeniale, in antitesi, ancora una volta, con il vedere passivo, caratteristico dei messaggi dei media.

Paola Lori
Arcanda d’Italia nel 2007

Carissimi Capi reparto,

all'ultimo Consiglio Generale la Branca EG ha portato a conclusione un percorso di revisione del Regolamento metodologico, nello specifico per gli articoli 30-33 e 37 relativi agli strumenti Mete, Impegni e Brevetto di Competenza.

L'osservatorio sul Sentiero, avviato nel 2006 e concluso nel 2014 con l'Incontro Nazionale di Branca EG, ci ha spinti verso una proposta di modifica che portasse, in linea con una lettura più attenta delle esigenze dei ragazzi, a una revisione degli strumenti mete ed impegni.

Questi strumenti, cruciali nel meccanismo del sentiero di esploratori e guide, sono stati riletti alla luce di una maggiore flessibilità che potesse permettere ai ragazzi di essere veramente protagonisti del loro crescere, imparando, un po’ alla volta, a progettarsi e a rileggere il cambiamento che si è realizzato in loro attraverso la concretezza della vita di squadriglia e delle esperienze di vita quotidiana.

Partendo dall’ask the boy, fondamento di tutta la proposta educativa scout, questa revisione del regolamento rilancia il protagonismo dei ragazzi e da al capo la possibilità di proporre loro lo strumento più utile per il cammino sulle tappe del sentiero.

L’unicità dei ragazzi e il loro essere protagonisti del proprio crescere determinerà l’utilizzo solo o principalmente degli impegni, se la capacità di proiettarsi verso una meta per età o per maturità dei ragazzi ancora non è sviluppata, o la proposta della sfida delle mete.

Allegata al presente articolo trovate una breve presentazione del percorso che ha portato alla modifica del Regolamento e i contenuti di tale modifica.

Buona Caccia!

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Ieri ho sofferto il dolore,
non sapevo che avesse una faccia sanguigna,      
le labbra di metallo dure,
una mancanza netta d'orizzonti.
Il dolore è senza domani,
è un muso di cavallo che blocca
i garretti possenti,
ma ieri sono caduta in basso,
le mie labbra si sono chiuse
e lo spavento è entrato nel mio petto
con un sibilo fondo
e le fontane hanno cessato di fiorire,
la loro tenera acqua
era soltanto un mare di dolore
in cui naufragavo dormendo,
ma anche allora avevo paura
degli angeli eterni.
Ma se sono così dolci e costanti,
perchè l'immobilità mi fa terrore?
Alda Merini, da "La terra santa"

Nel vedere le immagini e sentire i racconti dei sopravvissuti come Associazione dedita all'educazione non troviamo altre parole per dire il profondo dolore per tutte le vite spezzate dal sisma che ha colpito l'Italia centrale.
Le tante vite interrotte, specie quelle dei più giovani, lasciano in noi, parafrasando Alda Merini, sentimenti di spavento e naufragio. La fede nel Sepolcro vuoto non ci toglie il dolore o lo sconcerto per l'accaduto ma ci dona il faro della Speranza che sola non delude.
Nel rinnovare il nostro impegno educativo, strumento di futuro per le giovani generazioni, proviamo a testimoniare nella durezza dell'oggi quella speranza che non delude 
(cf. Rm 5, 1-5)


Il Comitato Regionale dell'AGESCI Lazio.

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