Cari Vecchi Lupi e Coccinelle Anziane, 

 

Lunedì 18 Febbraio 2019, alle ore 9.00, si apriranno su Buona Caccia le iscrizioni per le Piccole Orme di Aprile

7 campi proposti si svolgeranno dal 25 al 28 Aprile 2019 sparsi nella Regione, dei quali però:

un campo sarà destinato per bambini/e del terzo anno di unità triennali;un campo per bambini/e del quarto anno di unità quadriennali.

 

Per ogni campo sono previsti 30 posti più 10 in lista d'attesa; nel totale dei 7 campi sarà possibile iscrivere 5 bambini ad unità.

In allegato la lettera di lancio con il lavoro svolto da parte dei capi della regione nelle riunioni plenarie di progettazione dei campi e tutte le infomazioni necessarie per l'iscrizione. 

 

Buona Caccia e Buon Volo, 

Paola D'Onofrio e Mattia Modesti

Alessia Ribolletti e Emanuele Fortunati, 

Incaricati Regionali e Referenti Piccole Orme del Lazio

Anche quest'anno eccoci con le nostre belle proposte per i PASSI di COMPETENZA, anzi, quest'anno RADDOPPIAMO!
Abbiamo 2 fantastici WORKSHOP per gli R/S che sono al loro primo anno Clan
La bussola della politica
Strada e tecniche
e 4 dei nostri ormai noti EPPPI InnamoraRSi rivolti a chi è già al suo secondo anno di Clan:
La bellezza dell’incontro
La frontiera è qui
Non lascerà vacillare il tuo piede
Territorio e Politica

locandina epppi 2019 light


Che aspetti??? 
Le iscrizioni sono già aperte e corrono su Buona Caccia!

Per iscriverti clicca qui

 

L’AGESCI Lazio, che conta oggi più di 15000 soci, impegnata nella formazione e nell’educazione delle nuove generazioni, ha negli anni collaborato, stretto sinergie e firmato protocolli di intesa con importanti realtà del mondo del sociale impegnate sul tema dell’accoglienza e dell’integrazione. Una collaborazione che ha arricchito la nostra missione educativa e sempre volta al primario obiettivo di costruire un mondo migliore.logoagesci100

Non possiamo quindi non leggere oggi come il “decreto sicurezza” presenti dei pericolosi elementi di contrazione dei diritti, rischiando di non garantire a tutti pienamente il principio evidenziato, ma anzi creando delle potenziali situazioni di ingovernabilità dei fenomeni e dei flussi in essere. La sicurezza si costruisce quotidianamente anche con un lavoro di tipo culturale, facendo della solidarietà e dell’accoglienza gli strumenti per garantire tale diritto.

Condividiamo le parole del Cardinale Bagnasco, Presidente della Conferenza episcopale europea, il quale mette al centro la necessità che “le persone che hanno un bisogno vero, serio e onesto possano trovare un aiuto perché fuggono da situazioni disperate”, così come l’appello di Mons. Forte, Presidente della conferenza episcopale abruzzese–molisana il quale ribadisce che “c’è un primato della coscienza che esige la solidarietà verso i più deboli e se si dimentica questo, ogni barbarie diventa possibile”.

Non spetta a noi, in quanto associazione educativa, valutare la costituzionalità di una legge dello Stato, ma sentiamo necessario, alla luce anche di quanto contenuto nel nostro Patto Associativo, il bisogno di ribadire in maniera forte l’importanza di essere tutti costruttori di una società in cui la solidarietà e l’accoglienza siano centrali perché, come riportato da Mons. Zuppi Arcivescovo di Bologna, “dobbiamo sottrarci alla regola dello scontro e dell’aggressività perché l’Italia ha una grande riserva di umanità”.

Come Agesci Lazio ci sentiamo quindi impegnati affinché la parola accoglienza non sia una parola vuota, ma si concretizzi sempre di più come “la sfida più forte con cui la nostra società è chiamata a confrontarsi” per essere responsabilmente parte di una società più equa e giusta.

il Comitato Regionale Agesci Lazio

 

 

“L’Avventura di essere Esploratori e Guide oggi per sognarsi persone significative domani”

Sarà questo il tema sul quale intendiamo interrogarci al prossimo convegno metodologico di branca E/G, per farlo ci proponiamo di rispondere a tre interrogativi fondamentali:

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  • Cos’è l’Avventura? Perché l’uomo ricerca l’Avventura?
  • Io Capo educatore so vivere e proporre un’Avventura?
  • Perché scegliamo l’Avventura come linguaggio educativo per educare i ragazzi ad essere buoni cristiani e buoni cittadini?

Per rispondere a queste domande il convegno sarà costruito offrendo ai capi momenti di approfondimento, di riflessione metodologica e confronto fra le diverse esperienze. All’interno della proposta del convegno, inoltre, non mancherà occasione di vivere esperienze avventurose che siano funzionali al dare una risposta alle domande motrici.

Centrale sarà la riscoperta della valenza educativa del linguaggio simbolico che adottiamo e dei luoghi in cui proponiamo avventure ed esperienze ai ragazzi, entrambi funzionali allo sviluppo della “competenza della persona” e del sentimento del bello, che consentono ai ragazzi di riportare nella propria vita la capacità di valutare il buono, guardare al mondo con ottimismo, con capacità critica, con attenzione al prossimo e al bene comune.

 

Durante il convegno saranno proposti i seguenti laboratori metodologici

Avventura su misura:l’avventura è sfidare incognite, ma per assaporarne i frutti educativi deve essere proposta intenzionalmente. Come progettare un’avventura a partire dai bisogni dei ragazzi?

Avventura in incognito: l’esperienza scout è un percorso di vita degli E/G ed è esemplare rispetto ad essa. Come far sfruttare l’avventura scout nella loro vita, e come riconoscere l’avventura della scoperta della loro vocazione?

AvventuriAMOci: la condivisone di sogni, prendersi impegni, realizzarli e verificarli per/con la loro comunità è per gli E/G palestra di costruzione di relazioni significative. Come sfruttare l’avventura per educare le ragazze i ragazzi ad amare?

Avventura senza barriere: accogliere ragazzi nelle nostre unità ci mette in contatto spesso con diverse disabilità. Come progettare un’avventura che favorisca lo sviluppo della loro autonomia sfruttando i loro talenti, i loro pregi, le loro possibilità, al di là della disabilità?

Smart Adventure: il rapporto fra nuove tecnologie e ragazzi di oggi. L’avventura di educare nativi-digitali ad essere nativi-competenti.

Gesù, che avventura!: la proposta dell’avventura in branca E/G passa anche per la scoperta di Gesù come fedele compagno di viaggio. Come cogliere ogni esperienza per favorire l’incontro con Gesù?

Avventura ad alta quota: i nostri E/G desiderano ancora sognare o non sono più capaci di farlo? L’avventura di sognare “con i piedi per terra e lo sguardo verso il cielo” puntando sempre in alto.

Osservo, deduco…mi avventuro!: vivere una avventura richiede godersi e assaporare ogni momento che la compone. Come educare i ragazzi all’arte dello scouting?

Avventura docet: vivere una avventura richiede spesso grandi competenze tecniche. Come sfruttare queste esperienze avventurose per “saper essere”.

 

SOGNARSI ADULTI FELICIiamadream logo rs

Il nostro adulto felice sono l'uomo e la donna della partenza. Su questo accompagniamo i Capi in una riflessione che muove in 3 step. 

 

(1) Giro nelle zone (in corso) 

Riflessione animata dalla pattuglia regionale. 

"Chi ha educato me capo all amore, al custodire l'ambiente e a riconoscermi figlio di Dio?" 

Il primo presupposto per educare i nostri ragazzi è possedere ciò a cui si educa. Se educhiamo all'amore alla cittadinanza e alla fede è importante saper ritrovare dentro di noi le tracce di coloro che ci hanno condotto ad essere adulti felici e riconoscere cosa di noi è stato "convertito" da quelle esperienze

 

(2) Momento di zona animato dagli IABZ (tra gennaio e marzo) 

Prendiamo il nostro regolamento e confrontiamoci sugli "educare" che la nostra associazione propone come strada verso la partenza. 

Tra tutti: Educare alla fede, all'amore e alla cittadinanza ci sembrano quelli che racchiudono gli altri. 

Quali sono gli orizzonti educativi verso cui condurre il ragazzo? 

 

(3) IL CONVEGNO (casale Mezzetti, Capranica) 

Due giorni in cui vedremo come gli ambienti educativi della branca, strada, comunità e servizio, cooperano al nostro educare. Come, vivendoli pienamente e proponendo li come stile di vita, posso educare alla fede, all'amore e alla cittadinanza? 

E allora alla fine di questo percorso torniamo a guardare a uomo e donna Della partenza e ci auguriamo che uomo e donna Della partenza appunto abbiamo acquisito una connotazione globale e rimandino a quegli adulti felici che sono stati educati e che hanno scelto di riconoscersi figli di Dio, gente che ama e cittadini custodi del mondo.

Ci accompagna come traccia di catechesi nei tre momenti il libro di Giuditta, una donna che sconfigge il male assoluto con la Bellezza.

Riflessione di Partenza:

iamadream logo lcGli ambienti fantastici (Giungla e Bosco) offrono ai bambini un luogo in cui vivere e rileggere le esperienze, sia per singole che per comunitarie. Le emozioni provate sono alla base dell'esperienze vissute dai bambini e sono ciò che le rende significative. I sogni degli adulti sono carichi di emozioni "bambine", legate alla propria infanzia, alla realizzazione di un se fantasticato e carico di emozioni. Nell'educare alla realizzazione dell'emozione sognante, da cui derivano i propri progetti del singolo e della comunità, si pone l'attenzione dei capi branco/cerchio. la capacità di lettura delle proprie emozioni è ciò che rende un adulto consapevole di sé, in grado di compiere scelte significative per la propria vita e lo guida verso la realizzazione dei propri sogni.

 

Punti del Convegno:

Tradizione e Innovazione: partire dalla psicologia del bambino per poi fornire una chiave di lettura “tradizionale” dell’ambiente fantastico, puntando ad elementi che si sono persi (Danze, Canti, ecc) fornendo dei nuovi orizzonti nei quali rinnovarci (Digressioni Giungla, rilettura dell’esperienza tramite la giungla, sfumature e contaminazione tra Giungla e Bosco)

I Bambini sognano e il sogno dei Capi: I bambini del Branco e del Cerchio sono dei vulcani di istinti e di emozioni, alla ricerca di esperienze significative nelle quali sperimentare loro stessi e bisognosi degli altri per rileggere quello che provano. Le emozioni che i bambini vivono cercano una collocazione dentro loro stessi, per far sì che esse crescano e diventino valori, volontà, caratteristiche personali e realizzazione dei propri sogni. Il sogno proprio, rappresenta l’emozione più forte che i bambini vivono, sia come meta per la propria felicità, che come frustrazione legata alla sua complessa realizzazione.

La capacità di saper riconoscere, far proprie e condividere le emozioni provate prende il nome di competenza emotiva.

L’ambiente Fantastico offre ai bambini sia la possibilità di vivere con il Branco e con il Cerchio delle esperienze significative, che di poter rileggere le emozioni che si sono provate, tramite le sue caratteristiche: i racconti, lo scouting, Il gesto interrotto, l’autoeducazione, la vita comunitaria ecc ecc.

Allo stesso tempo, I capi Branco/Cerchio hanno un sogno per i bambini: che loro, nella scoperta di loro stessi e del Signore, scegliendo di rispondere “eccomi” alla loro vocazione, possano compiere delle scelte che li portino a diventare adulti felici, uomini e donne della partenza.

 

Scopri il convegno...

   

Branca L/C

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Branca E/G

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Branca R/S

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L’idea di un convegno metodologico interbranca sugli ambienti educativi nasce in area metodo dal confronto tra le branche in linea con le strategie nazionali di intervento. In particolare una strategia si sposa bene con questa esigenza metodologica letta dalle branche e rivolta ai capi e ai ragazzi della regione: Educare al sogno!

  • cosa vuol dire oggi educare al sogno nelle diverse fasce di età ed in modo unitario?
  • qual è il sogno che gli educatori scout hanno in testa quando fanno vivere l’esperienza scout nei diversi ambienti metodologici di branca?

La SNI Educare al sogno non è un semplice educare a sognare o fantasticare ma educare al sogno di diventare e poi essere "persone significativi e felici" (Patto Associativo). Il sogno visto dal nostro punto di vista di educatori scout è quello dell’orizzonte educativo dell’uomo e della donna della partenza, che ogni bambino/a possa crescere arrivando a fare sue le scelte per essere un adulto felice. Volendo utilizzare uno slogan che sintetizzi il cammino da bambino/a all’uomo/donna della partenza: SOGNARSI ADULTO E FELICE. In branca LC il bambino impara a SOGNAR-SI, in EG sognarsi PERSONA, in RS sognarsi ADULTO e FELICE. Il convegno educativo  “I AM A DREAM”vuole far riflettere sugli ambienti educativi scout e riscoprire come questi siano realmente lo spazio del protagonismo del bambino/ragazzo in cui imparare a sognarsi, auto-educarsi, per poi fare le proprie scelte.

Seppur pensati logisticamente come tre eventi distinti, i tre convegni saranno un unico evento e un’occasione unica per una lettura metodologica trasversale e unitaria.

Non si è voluto dare ai capi soltanto degli strumenti ma un percorso che si vivrà dapprima in zona in cui rimettere al centro i contenuti della nostra proposta educativa per una riflessione pedagogica e una maggiore consapevolezza nell’uso intenzionale degli ambienti e degli strumenti della metodologia di branca.

Durante il percorso che porterà al convegno e ovviamente anche al convegno stesso si vivranno delle esperienze personali per passare da ciò che io sono, da ciò che ho vissuto, dagli ambienti che mi hanno reso l’adulto di oggi (ognuno può dare solo ciò che ha, può educare solo con ciò che è) a come far vivere al meglio gli ambienti educativi di branca per far sì che i ragazzi si auto-educhino all’amore, alla fede, alla cittadinanza.

In allegato il verbale del'assemblea dei Capi del Lazio del 11 novembre 2018 ed alcuni documenti approvati dall'assemblea.

Invito a donare coperte e sacchi a pelo da distribuire durante il Servizio Notturno Itinerante

La Caritas di Roma, in preparazione al Piano freddo, invita i cittadini e le comunità parrocchiali a donare coperte e sacchi a pelo che i volontari distribuiranno nel corso del Servizio Notturno Itinerante.

Le coperte e i sacchi a pelo (non si accetta vestiario), possono essere consegnati tutti i giorni, dalle ore 8 alle ore 20, nei seguenti centri:

Ostello “Don Luigi Di Liegro”, via Marsala 109Casa “Santa Giacinta”, presso la Cittadella della Carità in via Casilina vecchia 19Mensa “Gabriele Castiglion” a Ostia, Lungomare Toscanelli 176

 

 

http://www.caritasroma.it/2018/11/arriva-il-freddo-appello-per-le-coperte/

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